venerdì, 29 maggio 2009
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categoria:politica, cazzeggiamenti, manuali
venerdì, 20 aprile 2007

La minaccia autovelox è sempre più incombente; come risolvere il problema per non farsi inchiappettare punti e soldi ?

A parte andare più piano, io (che ho già preso un paio di multe) ho stampato un pò di questi bigliettini e li tengo sul cruscotto tipo promemoria (non correre papà...) ... quando sono nei pressi dell'infernale macchinetta, rallento e ne deposito uno ai piedi della "stronza"..

 

Autovelox

postato da: Alexbwp alle ore 18:44 | Permalink | commenti
categoria:manuali
domenica, 11 marzo 2007

Campagna di “sbattezzo”

Il più importante riconoscimento giuridico ottenuto dall’UAAR.

In risposta all’arroganza delle gerarchie ecclesiastiche, abituate a millantare cifre fantasiose sul numero dei proprî fedeli basate sui battesimi, l’UAAR ha sensibilizzato i proprî soci a chiedere alle parrocchie la cancellazione del proprio nome dai registri dei battezzati.

L’indisponibilità dimostrata dal clero cattolico ad accogliere questa richiesta ha spinto l’UAAR a presentare un’istanza al Garante per la tutela della privacy: quest’ultimo, nel settembre 1999, si è pronunciato sull’argomento riconoscendo il diritto di ogni cittadino a veder annotata la propria volontà di non essere più considerato un fedele della Chiesa cattolica. Il 21 novembre 2002 la Conferenza Episcopale Italiana, riunita in seduta plenaria, ha preso ufficialmente atto della legittimità delle richieste di cancellazione degli effetti civili del battesimo formulate dai soci UAAR.

Da allora, migliaia di cittadini italiani si sono “sbattezzati”, anche se nel frattempo l’obiettivo “statistico” è venuto meno (le cifre diffuse sui battesimi sono comunque non vere).

Il timore di subìre pratiche religiose quando non si hanno più le forze per impedirle; la spinta a uscire da un’organizzazione sempre meno religiosa e sempre più politicizzata, mandandole un segnale molto forte; la volontà di non essere più considerato, da un punto di vista legale, subordinato alle gerarchie ecclesiastiche; la scelta di essere coerenti fino in fondo; l’orgoglio di rivendicare la propria identità atea: tutte queste motivazioni hanno creato un vero e proprio fenomeno di costume, che ha attirato l’attenzione di diversi media.

Per maggiori dettagli consultate la scheda relativa: troverete anche un modulo pro-forma da compilare e spedire per cancellare ogni effetto civile derivante dall’appartenenza alla Chiesa cattolica.sbattezzo_1

postato da: Alexbwp alle ore 15:51 | Permalink | commenti
categoria:manuali
mercoledì, 28 febbraio 2007

Come si cambia il pannolino

 

  1. Il pannolino puo essere cambiato per tre ragioni:
a) perché lo dice la mamma;
b) perché lo dice la suocera;
c) perché il bimbo ha cagato.

Naturalmente il gesto perde, nei primi
due casi, gran parte della sua drammaticità. Il vero, autentico, cambio di
pannolino prevede la presenza della merda. Di solito accade così. La mamma
prende in braccio il bambino, lo annusa un po' e dice, con voce gaia e
piuttosto cretina:
- E qui cosa abbiamo fatto, eh? Sento un certo odorino? Cosa ha fatto
l'angioletto?
Poi la mamma va di là e
vomita. A questo punto si riconosce il padre di destra e il padre di
sinistra. Il padre di destra dice:
- Che schifo! - e chiama la tata.
Il
padre di sinistra prende il bambino e lo va a cambiare.

2. Il
pannolino si cambia, rigorosamente, sul fasciatoio. Il fasciatoio è un
mobile che quando lo vedi a casa tua, capisci che un sacco di cose sono
finite per sempre, tra le quali la giovinezza.

Comunque è studiato
bene: ha dei cassettini vari e un piano su cui appoggiare il bambino.
Far star fermo il bambino su quel piano e come far stare una trota in bilico
sul bordo del lavandino. E' fondamentale non distrarsi mai. Il neonato medio
non è in grado quasi di girarsi sul fianco, ma è perfettamente in grado,
appena ti volti, di buttarsi giù dal fasciatoio facendoti il gesto
dell'ombrello: pare che si allenino nella placenta, in quei nove mesi che
passano sott'acqua.

Dunque: tenere ben ferma la
trota e sperare in bene.

3. Una volta spogliato il bambino, appare il pannolino contenente quello che
Gadda chiamava "l'estruso". E' il momento della verità. Si staccano due
pezzi di scotch ai lati e il pannolino si apre. La zaffata è impressionante.
E' singolare cosa riesca a produrre un intestino tutto sommato vergine: cose
del genere te le aspetteresti dall'intestino di Bukowski, non di tuo figlio.
Ma
tant'è: non c'è niente da fare!

O meglio: si inventano tecniche di
sopravvivenza. Io, ad esempio, mi son convinto che tutto sommato la merda
dei bambini profuma di yogurt. Fateci caso: se non guardate potrebbe anche
sembrare che vostro figlio si sia seduto su una confezione famiglia di Yomo
doppia panna. Se guardate e più difficile.
Ma senza guardare? Io con questo sistema sono riuscito ad ottenere ottimi
risultati: adesso quando apro uno yogurt sento odor di merda.

4. Impugnare con la mano sinistra le caviglie del bambino e tirarlo su come
una gallina. Con la destra aprire la confezione di salviettine profumate e
prenderne una. Neanche il mago Silvan ci riuscirebbe: le salviettine vengono
via solo a gruppi di ottanta. Scuotete allora il blocchetto fino a rimanere
con tra le dita un numero inferiore a cinque salviette. A quel punto, di
solito, la gallina-trota, stufa si stare appesa come un idiota, dà uno
strattone: se non vi cade, riuscirà comunque a spargere un po' di cacca in
giro. Tamponate ovunque con le salviettine profumate. Ritirate su il pollo e
con gesto rapinoso pulite il sedere del bambino. Posate le salviettine usate
nel pannolino e richiudetelo.

A quel punto la vostra situazione è: nella mano sinistra un pollo-trota coi
lineamenti di vostro figlio. Nella mano destra, una bomba chimica.

5. NON andate a buttare la bomba chimica: la trota scivolerebbe per terra.
Quindi, posatela nei paraggi (la bomba, non la
trota) registrando il curioso profumo di yogurt che si spande per l'aria.
Senza mollare la presa con la mano sinistra, usate la destra per detergere a
fondo e poi passate all'olio. Ve ne versate alcune gocce sulla mano. Esse
scivoleranno immediatamente giu verso il polso, valicheranno il confine dei
polsini, e da li spariranno nell'underground dei vostri vestiti. La sera ne
troverete traccia nei calzini. Completamente lubrificati, passate alla Pasta
di Fissan, un singolare prodotto nato da un amplesso tra la maionese Calvè e
del gesso liquido, ne riempite il sedere del pollo e naturalmente ve ne
distribuite variamente in giro per giacche, pantaloni, ecc.
A quel
punto avete praticamente finito. A quel punto il bambino fa pipì.

6.
Il bambino non fa pipì a caso. La fa sul vostro maglione. Voi fate un
istintivo salto indietro. Errore! La trota, finalmente libera, si butta giù
dal fasciatoio. Ritirate su la trota e non raccontate mai alla mamma
l'accaduto.

7. Prendere il pannolino nuovo. Capire qual è il lato davanti (di solito c'è
una greca colorata che aiuta, facendovi sentire imbecilli). Inserire il
pannolino tra le gambe del bambino e chiudere. Il sistema è stato studiato
bene: due specie di pezzi di scotch e il pannolino si chiude. Si, ma quanto
si chiude? Così è troppo stretto, così è troppo largo, così è troppo
stretto, così è troppo largo. Si puo arrivare anche ad una ventina di
tentativi. E' in quel momento che il bambino comincia ad intuire di avere un
padre scemo:
giustamente manifesta una certa delusione, cioè inizia a gridare come un
martire.
Da qui in poi si fa tutto in apnea e in un bagno di sudore.

8. Nonostante i decibel espressi dal bambino, mantenere la calma e provare a
rivestire il bambino. E' questo il momento dei poussoir.
Quando Dio cacciò gli uomini dal paradiso terrestre disse:
-
Partorirete con dolore e dovrete chiudere le tutine dei vostri figli con i
poussoir!
Per chiudere un poussoir bisogna avere: grandissimo sangue freddo, mira
eccezionale, culo della madonna. Il numero di poussoir presente in una
tutina è sorprendente e, perfidamente, dispari.

9. Se nonostante tutto riuscite a rivestire il bambino, avete praticamente
finito. Vi ricordate che avete dimenticato il borotalco:
il culetto si arrossirà. Pensate ai bambini in Africa e concludete: si
arrossirà, e che sarà mai! Quindi prendete il bambino e lo riconsegnate alla
mamma. Lei chiederà:
- L'hai messo il borotalco?
Voi direte:
- Sì!
- con convinzione.

10. Ripercussioni fisiche e psichiche. Fisicamente, cambiare un pannolino,
brucia le stesse calorie di una partita di tennis. Psichicamente il padre
post-pannolino tende a sentirsi spaventosamente buono e in pace con se
stesso. Per almeno tre ore è convinto di avere la nobiltà d'animo di Madre
Teresa di Calcutta.
Quando l'effetto svanisce, subentra un irresistibile desiderio di essere
single, giovane, cretino e un po' di destra. Alcuni si spingono fino a
consultare il settore "Decappottabili" su Gente&Motori. Altri telefonano ad
una ex-fidanzata e quando lei risponde mettono giù. Pochi dicono che devono
andare a comprare le sigarette, escono e poi, tragicamente, ritornano.

In casa li avvolge la sicurezza del focolare, il tepore dei sentimenti
sicuri, e un singolare, acutissimo profumo di yogurt



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categoria:manuali