VISIONI >in mostra
Emotional Landscapes Frattali Working class hero
Gli occhiali d’oro
Dentro e fuori di me
IL MIO CAMPO di
Fiona Buttigieg
LINEA DI CONFINE di Marco Barretta
MOVIE-MENTI di Alessandro Beneforti
LA MIA ISOLA di Manuela Bassotti
L’ANIMA DELLA CALAMITA di Antonello Marchese
AUTOCTONO di
Andrea Lunghi STRUTTURE di
Angela Galli
PAESE MIO di Francesco Pinotti
VICOLI NEL BLU di Alessandra Ribaldone
luogo la mostra si sviluppa lungo un percorso che unisce diverse sedi espositive collocate nel centro storico di Capoliveri. Nella chiesetta di San Gaetano, in p.zza Garibaldi, le personali di Ribaldone e Marchese. Al Centro Giovani, in via Tito Speri, le personali di Bassotti e Pinotti. All’Atelier Galli, in vicolo Cincinnato, Galli e Barretta. Al Museo Mergenthal, in via Roma, Buttigieg, Beneforti e Lunghi.
Il progetto di ricerca nasce nell’estate del 2006 in occasione del rinnovo redazionale del periodico d’informazione dell’amministrazione comunale, Capoliveri Oggi, ed è basato sul lavoro di gruppo. Attraverso il confronto di sensibilità, idee, visioni di artisti che vivono all’Elba, cerca di fare emergere la pluralità di sensi in un ambito geografico e in un periodo storico precisi. Capoliveri. Oggi.
I fotografi sono stati invitati dall’Amministrazione Comunale a sviluppare un proprio percorso di avvicinamento alla realtà capoliverese. Le loro ricerche si concentrano su alcuni caratteri della realtà attuale, proponendo un approccio artistico personale ad un mondo ricco di suggestioni, contraddittorio, in evoluzione.
I fotografi interpretano liberamente il tema della trasformazione urbanistica, culturale e sociale del territorio. Le tecniche utilizzate sono diverse: vanno dalla sperimentazione in camera oscura per il bianco e nero alla digital art, alla produzione di video installazioni.
Nasce così un laboratorio spontaneo di fotografia, dedicato alla capacità di vedere, alla percezione diversa del reale, alla visionarietà dello sguardo, rivolto ad un ambito culturale e territoriale in gran parte da ricostruire, che vuole dare spazio ai molti artisti che vivono all’Elba. Nel laboratorio sono stati presentati i singoli progetti e si è creato un efficace scambio di idee. Un confronto aperto sui temi da cui sono scaturite le sezioni della mostra.
“Movie-Menti”
La fotografia ferma un istante in un immagine che dona a chi la vede una storia, attraverso gli occhi ed il pensiero dell’autore; l’immagine è tanto più ricca ed espressiva quanta più storia ed emozioni possiede dentro; la foto contiene lo stato d’animo dell’autore, contiene il suo punto di vista sulla realtà bloccata, contiene la forma ed i colori che predominano la visione di quel momento.
Una storia in un movimento stoppato, un immagine che parla e descrive ciò che è accaduto prima e lascia immaginare ciò che accadrà immediatamente dopo… un micro film (Movie) , un mini-cortometraggio racchiuso in un fotogramma. Questi sono solo alcuni dei punti fermi del mio lavoro sviluppato sul territorio di Capoliveri attraverso le fotografie scattate nell’anno 2006, prevalentemente durante il campo solare estivo per i bambini, alla festa dell’Uva e alla processione del Venerdì Santo. Momenti di aggregazione sociale di un territorio in trasformazione dominato da un economia ormai dipendente dal turismo che sviluppa contaminazioni incontrollate ed incontrollabili a discapito di chi anacronisticamente ritiene l’isola patrimonio solo degli elbani. La mia ricerca si sviluppa in prevalenza attraverso una tecnica che abbina l’uso del flash seguito da un esposizione con luce naturale in uno scatto che fissa contemporaneamente movimento e fermo-immagine, con un risultato che mischia appunto movimento e staticità cercando di dare risalto ai soggetti protagonisti della storia senza però bloccarne la narrazione.
In questo contesto adoro l’uso di focali estreme (grandangolo spinto e teleobbiettivo) nella ricerca di angolazioni ed inquadrature sconosciute o poco usuali all’occhio umano. Lo chiamerei “Estremismo –obbiettivistico”, che porta la mente ad avere una visione completa e definita di ogni sfumatura della scena (e della vita..) per poi riprenderne il suo lato migliore: la continua disponibilità dello sguardo, l’attrazione fatale a ciò che di più bello ci circonda e la curiosità senza limiti portano inevitabilmente ad incontrarsi con qualcosa di irripetibile e di “luminoso”.
Del resto cosa si può chiedere ad un elettricista-fotografo, se non di “fare luce” su ciò che ci resta un poco oscuro ?
A contorno di tutto ciò, ci sono anche due eleborazioni digitali per raffigurare, pre-raffigurare, augurare, e suggerire una visione possibile di alcuni luoghi del paese (surreale quella della piazza in festa, architettonica e pittorica quella del finto-murales) e per valorizzare anche questa forma di espressione frutto di tecnologie ormai consolidate ed alla portata di tutti.

.....
..

.
------------------------------
--------------------------
E tu.. non hai ancora comprato il libro di questo disgraziato bloggerfotovignettista ?
corri in libreria a cercarlo !
-------------------------------
-------------------------






























